Io e la mia ossessione

È un pensiero fisso, una mania, è come se fosse ancora dentro di me: è diventando una vera e propria ossessione da cui non riesco a liberarmi; lo sento dentro di me, lo sogno mentre si muove sopra di me; il suo respiro sempre più veloce, i suoi gemiti, il suo calore, il suo seme che entra dentro caldo e con passione.
È come se Alessandro fosse diventato la mia dipendenza, la droga da cui non riesco a disintossicarmi e che mi inebria: mi fa sballare, la testa inizia a girare, le gambe tremano, il mio corpo vibra e non riesco proprio a smettere.

Ê iniziato tutto per caso: un semplice incontro in un pub e già al primo sguardo era riuscito a farmi eccitare, come non mi era mai successo; è stato talmente naturale che è difficile da spiegare. Dal nostro primo incontro non è passato se non qualche giorno prima del nostro primo appuntamento: lo desideravo così tanto ma mai avrei pensato che dietro quel viso angelico e quegli occhi chiari si nascondeva un vero e proprio animale affamato di sesso. La prima volta è stata travolgente: un fisico asciutto, curato e un pene enorme. L'alchimia sessuale è scattata subito e quello che all'inizio sembra il divertimento di una sera è diventata la mia ossessione.

Fame di sesso!

Ormai sono mesi che io e Alessandro ci vediamo, è solo sesso, ma è sempre più intenso e travolgente: ieri sera ci siamo visti e mi ha lasciato a dir poco senza fiato. Sono andata a casa sua: aveva già preparato tutto; il camino in camera era già acceso, riscaldava tutta la stanza e creava quell'effetto di luce soffusa che io adoro. La bottiglia di vino già aperta e pronta per essere degustata: non abbiamo parlato molto, lui mi ha subito afferrata e ha iniziato a togliermi i vestiti con calma, mentre io ero già impaziente e pronta. Lo lascio fare mentre piano piano mi toglie tutti gli abiti e scopre il babydoll che avevo indosso: nero, di pizzo, come piace a lui; in quel momento ho sentito il suo pene diventare ancora più duro. Ho lasciato che mi toccasse ogni parte del mio corpo, che mi esplorasse mentre lo spogliavo e lui levava le mie mutandine bagnate: la sua mano piano piano è scesa fra le mie gambe e le sue dita sono entrate con violenza dentro di me, facendomi sussultare immediatamente. Si ferma proprio mentre stavo per venire, mi fa girare e mi benda: mi accompagna sul letto e inizia a legarmi mani e piedi; voleva possedermi, voleva che fossi il suo oggetto sessuale e io non avrei mai potuto dirgli di no. Mi apre le gambe con fermezza e iniziare a leccarmi dalla punta dei piedi sempre più in su, lentamente, facendomi soffrire: sì, soffrire, perché la voglia che avevo di lui in quel momento mi stava facendo male. Arriva tra le mie gambe e inizia a leccarmi prima piano e poi sempre veloce, infilando di nuove le sue dita dentro di me con violenza e spingendo sempre più forte fino a farmi venire. Lecca tutto il mio umore e inizia a baciarmi e lo sento che entra dentro di me con quel cazzo grosso e inizia a metterlo dentro sempre più con violenza, fino in fondo, vuole farmelo sentire tutto. Ed io lo sento, sento che gode, che geme, lo sento esplodere e sento il suo seme caldo inondarmi: sono ubriaca, ne voglio ancora, non mi basta, voglio che mi riprenda e mi faccia di nuovo sua. Lo faccio riposare ma poi ricominciamo: stavolta mi prende da dietro, mi afferra il collo e inizia a possedermi ancora. Viene, è stremato, e lo sono anch'io.

La voglia di lui è sempre con me, anche adesso che ne parlo, sento il suo corpo muoversi sopra il mio, sa cosa voglio, sa quello che mi piace: non riesco a smettere di toccarmi, vengo pensando a lui. Devo calmare i miei istinti, devo controllare l'animale affamato di sesso che è in me ma non ci riesco, lo chiamo, mi vuole, stasera lo vedrò di nuovo, stasera sarà mio: saremo io, lui e quel cazzo enorme di Alessandro.


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